Dall'Ecuador

Le email di ALESSIA

22 dicembre 2003
ECUATORIANA

Ok, dire che sono depressa è dir poco.

Come di direbbe qua ESTOY RCHA MIERDA.

Oggi sono andata in un orfanotrofio, un orfanotrofio femminile, dove ci sono bimbe dai 2 ai 17 anni.

E’ una cosa deprimente.

E’ orribile.

Vi giuro da’ un’angoscia che ti ammazza.

Da quando sono uscita di lì mi sento piena d’amore, d’affetto,come se queste bimbe mi hanno ricaricato le pile e ugualmente depressa.

Mi sento malissimo.

Dopo di che iniziano ad uscire dall’edificio la bellezza di 30 bimbe e tutte con un semplice sguardo si sono innamorate di uno di noi.

Magari pensavano di aver trovato una famiglia.

Magari, anzi sicuramente si sono illuse.

Mi sento una merda sul serio.

Però mi rendo sempre più conto di quanto sono fortunata e viziata.

Sono delle bambine fantastiche. Non hanno nulla, nel vero senso della parola, non hanno genitori, perché morti o perché sono state abbandonate.

Sono a dir poco fantastiche sono piccolissime ma sicuramente più grandi di me. Hanno dei veri sentimenti, provano amore per qualsiasi cosa….

Dio, non so spiegarvi a parole, non posso. Bisognerebbe visitarle come abbiamo fatto noi per capirlo. Le guardi negli occhi e vedi una profonda tristezza, dolore, innocenza.

Forse la ferita è ancora aperta per scrivere tutto quello che ho visto. Magari domani, tra una settimana potrò farlo sul serio, ma adesso vi racconto solamente quello che abbiamo fatto o non la smetterò di piangere… come direbbe qualcuno sto facendo la pipì con gli occhi (per non essere più volgare).

Alle 9 ritrovo alla officina di AFS, tutti arrivano strapieni di sacchetti.

Io avevo con me dei vestiti della Liz che non usa ed ero andata a comprare caramelle e biscotti, perché ci avevano detto che per loro i dolci sono qualcosa di straordinario…

Ho comprato la bellezza di 20 dollari di dolcetti, penne e colori.

Però non mi importava, mi sentivo felice perché sapevo di averli spesi bene MAMY… =)

Una volta lì abbiamo smistato le varie cose in pacchettini per cada nina.

Dopo 5 minuti siamo circondati da bimbi e ragazzi che quasi si portano via tutto con la violenza..

Mi sono spaventata. Una volontaria li ha cacciati via in malo modo. Questo mi ha spaventata ancora di più.

Come la solita ora ecuadoriana il bus è arrivato praticamente dopo un’ora e ci siamo diretti all’orfanotrofio.

Mi sentivo felice, veramente felice.

Siamo entrati e c’erano poche bimbe, quando si avvicina una negrettina e si stringe forte forte alle mie gambe e mi dice che sono la benvenuta.

Una bambina di 2 anni.

Mi si sono avvicinate 2 sorelline di 6 e 9 anni. Mi abbracciano e mi chiedono se ero una ragazza che era già stata lì.

Poi mi hanno chiesto di dove ero e di cantare loro una canzone in italiano.

Ho pensato fosse stato divertente cantare “ci son due coccodrilli ed un orangotango…” facendo i gesti relativi… si sono divertite moltissimo e gliel’ho cantata un milione di volte senza stancarmi… poi abbiamo giocato tutti insieme a giochi collettivi…

Tutti si divertivano e io mi sentivo felice.

Le abbracciavo e baciavo tutte, non mi importava il fatto che fossero sporche e che puzzassero.

Sono delle bambine eccezionali.

Jess (USA) ha fatto il babbo natale, distribuendo i sacchetti con golosine, giochi, vestiti e vanità…. Erano felicissime. Erano incredibili.

Dopo abbiamo ballato tutti con la rispettiva nina. Quando vedo Monique (svizzera) che mi fa cenno di seguirla; aveva in braccio la negrettina del “Benvenuta” che piangeva, piangeva disperata…. Non capivamo il motivo e lei inizia a dire: “Mami, mamita..donde estas?

Mi si è spezzato il cuore a metà.

Non riuscendo a calmarla l’abbiamo portata da una suora che l’ha tranquillizzata.

Per completare la mia depressione le sorelline mi si sono appiccicate alle gambe domandandomi se le portavo in Italia con me.

Io non sapevo cosa rispondere e vi giuro che se potessi lo farei.

Per fortuna in quel istante ci chiamavano per andare a mangiare la torta che avevamo portato.

Codarda.

Se la sono divorata quella torta. La mangiano una volta all’anno…

E dopo la torta abbiamo dovuto salutarle.

Non volevano lasciarci andare.

Sono fuori da quel posto ma il mio cuore è rimasto lì.

Ciao...

Un bacione