19 febbraio 2004
L'ECUADOR
Lo so, nn scrivo da un macello di tempo …
La vita qui va benissimo, sto bene, sono felice. Sto male solo per il fatto che questa fiaba sta per finire ..
Devo dire che è una esperienza incredibile speriamo la faccia mia sorella, e se i miei figli la vorranno fare ne sarò felicissima.
Penso che questo anno lo ricorderò come la cosa più bella e più pazza che ho vissuto.
Passare un anno in Ecuador non è come passarlo negli Stati Uniti o U.K., posso sbagliarmi, ma penso sia completamente differente. Tutti questi colori, odori e sapori differenti, questa vita senza fretta, questa tranquillità che sinceramente a volte mi fa arrabbiare.. la gente arriva dopo mezz’ora o un’ora del previsto, però o ti ci abitui o ti ci abitui.
Ti devi abituare anche alla musica del vicino di casa alle 6 di domenica mattina… salsa, merengue… ti ci abitui e ti svegli ballando.
Tutto mi sembra così bello.
Non voglio tornare a casa, non voglio perdere tutto quello che ho costruito.
Non ho costruito nulla con fatica, tutti mi hanno aiutata e mi sono stati vicini, anche nel momento più brutto e triste : il cambio della famiglia.
Penso che la cosa migliore sia essere forti, affrontare i problemi di petto.
Qui anche se ci sono i volontari di afs (che aiutano moltissimo), fondamentalmente sei da solo, nessuno ti conosce meglio di te stesso. Quindi la cosa migliore è aiutarti.
Una cosa carinissima è che mi sono dimenticata un po’ dell’italiano, penso che sia divertente perché non è come dimenticare l’inglese, no, proprio l’ITALIANO.
Adesso prima di mandare una e-mail, la controllo bene.. quando i miei genitori mi chiamavano, mi dicevano che facevo tanti di quegli errori…!
Sarò triste quando tornerò a casa, ma avrò sempre nel mio cuore l’Ecuador, tutto quello che ho vissuto, tutte le persone che ho conosciuto.
Ci vuole un cuore grande per contenere tutto questo, penso da quando sono qui ogni giorno è sempre più grande.